La psicologa e i vestitini di Anna

Ieri mattina sono stata, come tutti i giovdì, al corso preparto al consultorio. Era il giorno della psicologa, che categoria INUTILE, chiunque sia dotato di un minimo di curiosità verso gli altri, di un minimo di sensibilità e buon senso, può improvvisarsi psicologo! Questa qui non era neanche tanto sveglia… si parlava della coppia e di come la coppia deve affrontare la nascita del primo bambino; non parlava nessuno e così intervengo io per dire che forse la coppia corre un po’ il rischio di farsi trascinare dagli eventi, di perdersi dietro pannolini, bagnetti, pianti e altre amenità. Dico che forse sarebbe utile ogni tanto prendersi anche solo 10 minuti e parlare un po’ di quello che succede, di come ci si sente. Voglio dire, la coppia è importante, va curata, non trascurata sperando in una sua “magica” forza che permetta dopo mesi di lontananza emotiva e fisica di ritrovarsi come se niente fosse. Come mai tante coppie finchè ci sono i figli piccoli, o comunque giovani, resistono e poi quando i figli si allontanano i genitori si separano perchè non si conoscono più? Questo volevo intendere, se non ci si “cura”, se non si dedica tempo e attenzione ogni legame tende a sfilacciarsi, ognuno va lentamente verso una sua stradina e ci si perde sempre sempre di più.
Apriti cielo, non l’avessi mai detto! Mi ha fatto sentire come se la mia coppia fosse instabile e incapace di affrontare una crisi. Che rabbia, mi ha detto che in quei momenti non c’è tempo per parlare, e che una coppia solida e che conosce le proprie forze non ne ha bisogno, se uno si sente trascurato allora deve farsi aiutare, anche lì in consultorio, eccerto…magari da lei! Ma dove esiste a mondo uno psicologo che ti dice che parlare non serve? Bò.
E poi, suvvia, sta bambina sarà quest’apocalisse? Insomma non siamo ragazzini, l’abbiamo voluta, avremo chi ci aiuta, e che dobbiamo soccombere per forza? Magari sottovaluto io la cosa, però qui tutti sembra che ti debbano preparare al peggio, allo tsunami fisco ed emotivo, e io di questa cosa sono un po’ stanca, sono MOLTO stanca! Allora preferisco essere incosciente e poi se soccomberò in qualche modo farò, non sono mica da sola, ho un marito solido, io!
E qui chiudo la parentesi sulla psicologa.

Ieri pomeriggio è stata anche la giornata in cui Monique è venuta qui a casa per “ammirare” i vestitini di Anna! Sorseggiando un profumato tè francesce di Mariage Freres, abbiamo tirato fuori tutto! Comprese le bustine con i cambi completi per l’ospedale! Queste cavolo di bustine… una cosa difficilissima: si tratta di abbinare una camicina di seta, una magliettina a maniche lunghe, un coprifasce, delle mutandine di spugna e delle scarpine o calzini. Parrebbe facile, no? E invece, signora mia, sembra peggio di un abito da sposa! Aimè è tutto nelle tonalità del rosa e c’è un po’ di bianco, a me sarebbe piaciuto qualcosa di rosso, ma è introvabile! Una iattura, l’abbogliamento per neonati che trovi in giro è tutto rosa  e celeste, eccheppalle! Insomma alla fine ‘ste bustine ogni volta che ci metto mano cambiano, cioè le cose restano più o meno le stesse ma cambiano le combinazioni, si vede che sono a casa senza grandi imoegni vero? Se lavorassi lascerei molto più stare… ma è così, e del resto mi ci diverto!
Alla fine Monica proponeva di metterle il primo giorno un mio vecchio coprifasce bianco, in lana e fatto da mia mamma ben 37 anni fa, il che andrebbe bene, se non fosse che ha un po’ un aspetto “da orfanella”… quindi ci penserò ancora un po’ su, tanto abbiamo tempo!

Rieccomi.

Ho deciso che nel frattempo che i trovo un’altra casetta virtuale voglio continuare a scrivere qui, in questo “diario segreto” che mi è stato un po’ scippato. Del resto sono giorni belli, importanti, e non voglio che se ne perda il ricordo. Anna si muove spessissimo, la sento sempre, provoca dei gran maremoti nella mia pancia e così mi fa compagnia! Arriverà tra due mesi…tra due inutili mesi… uff, ma non si può avere ora? Qui è tutto pronto, NOI siamo pronti (sì, vabbè, più o meno!), la cameretta è pronta (quasi…), i fantastici vestitini sono pronti, la veschetta ultra col per il bagnetto è pronta, il passeggino arriverà con la befana… insomma Anna, ma ti pare carino farti aspettare così a lungo? (che poi, a essere sinceri, GIA’ ti sei fatta aspettare proprio all’inizio, ma lì ti abbiamo perdonato subito!).
Lo so, lo so che stai completando la messa a punto, però insomma, qui non stiamo più nella pelle, vogliamo conoscerti!
E invece bisogna aspettare, che noia!
Per fortuna che c’è Natale che fa volare il tempo, io devo fare ancora i panettoni, gli omini di pan di zenzero, e soprattutto i raviolissimi! 
Poi il 23, come un bel regalo di Natale, andiamo a fare un’altra ecografia, per salutare Anna per Natale! Ah signora mia, che vita intensa!
Ecco, devo dire che sono proprio contenta di essere tornata al blog, ecchecavolo! Mi mancava!
Bè, buona giornata, oggi pulizie, e poi finalmente vedrò Monique, che bello!

Banana Bread nel forno!

La storia è che qui in casa ultimamente abbiamo (anzi Lui HA!)  problemi di pressione e di colesterolo e quindi stiamo lentamente (e per me dolorosamente!) abbandonando il sale, e cercando di evitare i grassi animali.. ciao ciao amato maialino in ogni sua forma!
Ciò significa che dobbiamo dire ADDIO al cornetto della colazione mattutina…tragedia… e allora a colazione che si mangia? Bisogna trovare qualcosa senza burro e senza troppe uova, e magari un po’ golosetto e non troppo “secco”, che altrimenti qua il marito si lamenta pure!
E così questa è l’avvincente storia di come sono arrivata al banana bread. Le ricette che si trovano in giro sono tantissimo, c’è addirittura un sito http://www.banana-bread.biz/ che ne raccoglie di ogni tipo, con il cioccolato, con il miele, con pochi grassi, vegani… e qualcuno lo voglio sicuramente provare, però quello che mi è piaciuto di più è stato quello di Menta e Liquirizia, eh sì, di nuovo lei… che io abbia trovato una nuova mentore??
Ma veniamo al bread:
ingredienti
240 g di farina

120 g di zucchero
2 uova
250 g di ricotta
buccia grattugiata e succo di un limone bio
70 g di noci
2 banane mature
1 bustina di lievito per dolci
un pizzico di sale

Lavorare con la frusta elettrica le uova con lo zucchero fino a farle diventare chiare spumose, poi unire la buccia grattugiata e il succo del limone, il pizzico di sale, la ricotta e le banane schiacciate.
Mescolare bene il composto e poi aggiungere la farina e il lievito, alla fine aggiungere le noci.

Formare un composto omogeneo e versarlo in uno stampo da plumcake imburrato infarinato.
Forno a 180° per circa 50 minuti.
Enjoy!

Superbuonissimo! Profumato, umido, dolce al punto giusto, bbuonissimo!

Il pancione e la sposa

Passando dal mio blog, tempo fa, Sabby di leamichedelsabato.wordpress.com mi scrisse che leggendo i miei post sulla gravidanza le era venuta una “nostalgia del pancione”. Io in quel periodo ero abbastanza all’inizio e di pancia ne avevo davvero pochissima e quindi il senso di quella “nostalgia” che si poteva provare mi sfuggiva del tutto.
Adesso che sto per finire il sesto mese il pancione c’è e si vede benissimo e quello che non mi aspettavo è che mi piace un sacco andare in giro a “sfoggiare” la mia pancia, metto sempre cose che la mettono bene in mostra, non cose larghe che potrebbero dare adito a dubbi di obesità!
Passeggiando, facendo la spesa, andando in autobus vedo che la gente guarda me, la mia pancia e molti fanno dei timidi sorrisi, è una cosa bella, una sorpresa che non mi sarei aspettata!
Questa sensazione di essere così “al centro del mondo” mi ha ricordato tantissimo la sensazione del vestito da sposa: tutti sorridono alla sposa, tutti sono felici di vedere una sposa, e con il pancione è più o meno la stessa cosa, puoi camminare tra la gente sentendoti una principessa!
Non so se l’ho già raccontato ma davanti casa abbiamo un supermercato dove c’è una cassiera brutta, grassa e antipatica, non saluta MAI; ogni volta arrivo alla cassa, pago e saluto e lei MAI che si degnasse di rispondere!
L’altro giorno UDITE UDITE mi ha prima sorriso e poi ADDIRITTURA salutata, non so se ci rendiamo conto della portata dell’evento!
Insomma andare in giro con il pancione è davvero una figata!
Ora quindi mi è chiarissimo il concetto di “nostalgia del pancione”, e penso che ne soffrirò anche io!

Torta cioccolato e pere (e ricotta!)

Ieri avevo davvero una voglia di un bel dolce al cioccolato, ma di quelli neri neri, dove il cacao lo senti proprio!
Ma ti pare che posso fare una torta di solo cioccolato, e magari pure con tanto burro? E allora mettiamoci un po’ di frutta per salvare la faccia!
Parte la mia solita ricerca, ormai quando cerco qualche ricetta, parto dalle foto, così mi rendo conto subito conto di che torta è, quello che NON volevo era una classica ciambella al cioccolato con dentro pezzi di pere, volevo una cosa umida, piacevole da mangiare, e che ti trovo?
Una meraviglia di torta al cioccolato e pere, con la ricotta e senza burro, what else?

La ricetta l’ho copiatissima da questo carinissimo sito (che neanche conoscevo!) Menta e Liquirizia, ecco dunque la ricetta:

Ingredienti:
250 gr. di farina “00”
50 gr. di cacao amaro
200 gr. di zucchero semolato
250 gr. di ricotta
3 uova
100 gr. di latte
1 tazzina di caffé (io l’ho sostituita con un cucchiaio di rhum)
1 bustina di lievito vanigliato per dolci
3 pere Conference (ho usato 4 williams, le conference erano di marmo!)
un pizzico di sale

Separate i tuorli dagli albumi e montate i primi con lo zucchero, i secondi a neve ben soda.
Aggiungete ai tuorli la ricotta un po’ schiacciata con la forchetta, il latte, il rhum ed il pizzico di sale.
Poi pesate la farina e aggiungete il lievito ed il cacao amaro, dopodichè aggiungete tutto, lentamente al composto di tuorli, lavorate ben bene e alla fine aggiungete anche gli albumi, delicatamente, come sempre, dall’alto verso il basso, poi alla fine, aggiungete 3 pere fatte a tocchetti, mescolate delicatamente e versate in una teglia (imburrata e infarinata) da circa 26 cm dal bordi piuttosto alti. Ora potete decorare con le fettine della  pera rimasta.
Infornate a 170 per 15 minuti, poi passate a 160 per una mezz’oretta, fate comunque la prova stecchino.
Mi raccomando, voi donne moderne che avete il forno ventilato, non lo usate, statico è perfetto per i dolci, se poi è a gas degli anni ’30, come il mio, è una bomba (nel vero senso della parola?).

 

 Che dire? Volevo proprio una torta così, buona, morbida, golosa e con la frutta! Grazie mille a Marifra!

Me.

Anna

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