I have a dream!

Sto sviluppando un irrefrenabile quanto incontrollabile desiderio di avere questo meraviglioso oggetto a casa mia.


“Pensavamo a una lampada – spiega Achille Castiglioni in “Ottagono”, nel 1970 – che proiettasse la luce sul tavolo: ce ne erano già, ma bisognava girarci dietro. Perché lasciasse spazio attorno al tavolo la base doveva essere lontana almeno due metri. Così nacque l’idea dell’arco: lo volevamo fatto con pezzi già in commercio, e trovammo che il profilato di acciaio curvato andava benissimo. Poi c’era il problema del contrappeso: ci voleva una massa pesante che sostenesse tutto. Pensammo al cemento prima, ma poi scegliemmo il marmo perché a parità di peso ci consentiva un minore ingombro e quindi in relazione ad una maggior finitura un minor costo. Nella Arco niente è decorativo: anche gli spigoli smussati della base hanno una funzione, cioè quella di non urtarci; anche il foro non è una fantasia ma c’è per permettere di sollevare la base con più facilità”.

Ecco secondo me a casa nostra ci starebbe benissimo, lì nell’angolo, e arriva a far luce sul tavolo, sarebbe prorpio bella.

Solo che sarebbero belli anche gli altri due mobili che oggi andiamo a vedere (tot circa 1200€) ed anche il mobiletto cinese (sui 500€) e il tappeto (130€)  poi il porta tv (200€?)  per cui aggiungere in questo momento questi ulteriori 1300€ mi sembra un po’ inappropriato, e che è WIN FOR LIFE?

… sì si, però… è proprio bella.

 

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Fritatta di cavolo nero e involtini porri e salsiccia!

Eh sì, dopo una settimana di verdura e frutta biologica ieri sera ho ceduto… sono andata al super per comprare un po’ di pane e mi sono lasciata tentare dalle salsicce!
Aò.. c’è chi ha bisogno di zuccheri e chi di grassi!
Comunque visto che lo strappo alla regola andava fatto, ho pensato di farlo bene e ho improvvisato una
frittata di cavolo nero

con 3 uova e 400 g (più o meno) di cavolo nero lessato e poi ripassato velocemente in padella con aglio e olio.
Era molto buona per merito del cavolo nero che è davvero una leccornia!

Veniamo ora agli involtini porri e salsiccia.
Si prendano due porri avanzati dalla spesa di sabato scorso e si mettano a fettine in padella con i fidi aglio e olio, si fanno andare un po’ e poi si aggiunge una salsiccia sbriciolata, portare a cottura.

Ed ora viene il bello, avevo da mesi dei dischi di pasta di riso, per fare i ravioli cinesi e pure gli involtini primavera. Ne ho fatti rinvenire due in acqua calda e poi li ho riempiti con i porri e salsiccia. Fatti cuocere per un minuto in padella e magnati all’istante ancora caldi caldi! Molto appetitosi!

La tecnica è da perfezionare: i dischi di riso vanno tenuti a bagno poco, appena diventano “lavorabili” bisogna toglierli che si smaterializzano e fanno i buchi. Anche la cottura… bò sta pasta di riso si scioglie, forse la cottura non è neanche necessaria.

La confezione diceva però che si potevano fare anche gli involtini primavera, ma forse allora lì vanno proprio fritti. Non so bene, in rete su questi dischi ho trovato davvero poche cose!

Foto? ZERO. Ve dovete da fidà!

un venerdì uggioso

Sì sì sarà pure un venerdì uggiosissimo e anche inquinatissimo per via di ste polveri sottili, ma CRIBBIO, è pur sempre venerdì!

oggi cercherò di uscire presto e poi domani domani ci sono un sacco di cose da fare, ceretta, giaccone, spesa, valigia ma soprattutto: albero di natale!!! Yuppy Yuppy non vedo l’ora di acquistare il mio primo albero di Natale, e poi tutte le palle e le lucine, che bello! Quando ero piccoletta a casa mia niente albero, dicono che non ce lo potevamo permettere, ma a me sarebbe piaciuto tanto così abbobbavano un enorme pianta di limoni in giardino… no, dico, sarà mica la stessa cosa, soprattutto a 5 anni! In certi vecchi album di foto è pure immortalato questo cosiddetto “albero di natale limonato” (!) e il commento è: “…erano i tempi della crisi del petrolio”,  ma che risate vero? Cmq tutti i miei compagnetti avevano l’albero e io no. Adesso quell’idea mi sembra carina, persino ecologica e naif al punto giusto, ma allora… mi faceva niscìre pazza! però a discolpa dei genitori e del nonno primo complice c’è da dire che facevamo dei presepi fantastici! Andavamo a prendere il muschio al Tuscolo, poi cercavamo le scatole di scarpe per fare le montagne, poi le ricoprivamo con la carta marroncina e verde, poi mettevamo il muschio e poi le casette, le lucine e vari personaggi, qualcuno sopravvive ancora, molti sono di cartapesta, il mio preferito è stato sempre un ragazzino scalzo, con i pantaloni blu, il cappello  ed una pecorella al collo, a mia mamma invece piaceva l’avvistatore, uno che veniva sempre messo in cima a qualche collina perchè aveva la mano sull’occhio nella tipica posa di chi fa da vedetta!

Poi c’era il laghetto, e le paperelle, la capanna fatta da babbu con le canne (bellissima!), poi l’angelo che andava appeso sopra la capanna. E poi i re magi che quando si faceva il presepio venivano messi su qualche mobile lontano e poi ogni giorno si facevano avanzare un po’, raggiungevano il presepio verso il 20 dicembre! Che bello che era tuto il rito, si si, e poi quando il 24 andavamo magari dalla zia Mara appena si tornava a casa bisognava recuperare Gesù bambino (detto anche Gesuino Bambù) dal suo nascondiglio e metterlo nella sua culletta!

Bene, finita questa vagonata di dolci ricordi, è più chiaro perchè VOGLIO un albero di natale?

Che poi ne abbiamo già uno a casa, il marito lo comprò che eravamo ancora a Torino, ma è piccolino e poi ha i rami luminosi, e non ci si pssono mettere le palle, quindi… un po’ troppo hi-tech per me!

 

No baby, no party.

Ah, in tutta questa delusione mattutina mi ero dimenticata di comunicare urbi et orbi che anche questa volta… niente baby in arrivo. Mi spiace.

niente party.

Ma io pensavo che oggi si poteva festeggiare l’ultimo giorno di chemio, volevo anche mandarle dei fiori! E invece sono stata raggelata da un sms: “devo fare ancora la chemio prima del prelievo delle staminali”, io sì mi ricordavo della storia delle staminali è che mi era sfuggito il fatto dell’ulteriore chemio. Ma cazzarola però. Sai quando sai che una cosa brutta e faticosa e pesante e pericolosa sta per finire? Senti che è passata, che ce l’hai fatta (LEI ce l’ha fatta, a dire il vero!)  e poi invece no, era per finta, c’è ancora un gardino da salire. Che palle.
E così la mai giornatina carina è un po’ annebbiata.
Volevo raccontare di stamattina, della preparazione della pasta con i broccoli. Di come cucinare al mattino sia più impegnativo eprchè devi fare tutto senza poter assaggiare niente, mica vorrai provare se c’è abbastanza sale nei broccoli alle 7.50 del mattino, noo?
Ma ora. Chissene frega dei broccoli.

Me.

Anna

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