la pioggia orizzontale

Buondì. Ho la lingua ustionata… che cavolo di fastidio! La colpa è del vin chaud à l’ancienne che abbiamo bevuto ieri sera. Che poi non era tutto sto granché… di vino ce n’era proprio poco, però era ben speziato, profumato e soprattutto bollente, il che con quel freddino pungente di ieri sera andava benissimo!
Stamattina abbiamo aperto alle 8.30, sono uscita dall’hotel e cazzarola, pioveva! Ma non proprio una pioggia pioggia, più dell’acqua sospesa, sembrava che non scendesse dall’alto verso il basso, quanto piuttosto che si spostasse orizzontalmente, bizzarro no? Un fenomeno che mi ha ricordato molto le giornate uggiose del Kent, del porto di Ramsgate per essere precisi. Era il 1995. Che tempi!
Qui devo dire che il clima interno, rispetto ad altre volte, è notevolmente migliore, sarà anche la compagnia che è piuttosto piacevole e questo rende il tutto più semplice e diciamo che attutisce gli effetti negativi dell’ultracorpo ansioso. Il che non è poco.
Potrebbe filare tutto liscio se non fosse per l’ombra di questo documento che ho scritto e che nessuno ancora si è degnato di leggere, va consegnato venerdì… poi stasera alle 6 mi diranno che non va bene, ne sono così certa! E così mi impediranno di andare ai mercatini di natale, fortuna che sto qui anche sabato e così posso andare in rue de tonare per il cappottino, nell’altra via per vedere le Kickers e dedicarmi a sti benedetti mercatini! Alla facciazza loro!

Ancora qui…


Rieccomi a Bruxelles, oggi mi ha addirittura accolto un pallido sole, mi sono quasi commossa!
Sono passata da Zurigo dove invece pioveva a dirotto, però per strapparmi un sorriso mi hanno fatto viaggiare su un aeretto disegnato con il praticello, le mucche, i fiori e anche dei tipici svizzeri! Mi ha ricordato l’aereo con i fiori delle Seychelles…bellissimo!

Ora comunque sono qui, nonostante lo scazzo andante di ieri sera che ho cercato, con alterne fortune, di combattere! Il fatto è che mi hanno fatto portare 10000 kili di roba per lavorare e quindi mi sono dovuta caricare il valigione e riempirlo di roba “loro”! E dire che ero così contenta di aver finalmente sostituito la serratura del mio trolley preferito, quello arancione… invece niente, ho dovuto di nuovo utilizzare il valigione rosso con la maniglia… che faticaccia!
Però non è andata male, non ho proprio faticato tantissimo anche se alla fine il valigione pesava 23 kg e il trolley circa 10! Ma ti sembrano fatiche da dover far fare ad una donzella?
A proposito di donzelle, stamattina a fiumicino dovevo comprarmi il profumo e alla cassa si avvicina un ragazzo chiedendo alla commessa una crema per il contorno occhi, la commessa allora gli chiede: ma è una signora o una ragazza? E lui, tranquillo: una signora!
Commessa: quanti anni ha?
ragazzo: 35!
Commessa scandalizzata: ma allora è una ragazza non un signora!
Mio sorriso di approvazione alla commessa.
No ma ti pare normale? Allora dì pure che una a 35 anni è una vecchiaccia con le rughe… che poi sarà stato sfigato lui, perché io a 36 anni proprio non mi serve la crema per il contorno occhi! Tiè!

Vabbè vabbè, torniamo a noi, ma lo sai che sto in un albergo molto fico? Ci sono pure le ciabatte e anche gli accappatoi che però li hanno messi nell’armadio tutto in basso, dove la gente di solito mette le scarpe… mica sono normali ‘sti belgi!
Stasera vorrei andare a cena dal greco, quello proprio vicino all’albergo, fanno dei gamberetti al curry veramente super buoni, spero che mi facciano dimenticare un po’ la saudaje di casa, adesso che Jimmy ci ha portato i nuovi mobili del tucano e poi abbiamo un albero super bello… avrei proprio voglia di stare un po’ a casetta! E invece no… a bruxelles con gli ultracorpi che il mio collega preferito s’è rotto un braccio cadendo dalla moto, povero, e quindi mi ha abbandonata qui… aò me ne dovrò fare una ragione!

Secondo giorno brussellese

Ieri la serata si è conclusa con una pizza margherita in camera… aò ti dirò, niente male! Naturalmente niente male per una pizza della pizzeria La Brace, a Bruxelles, portata in camera dopo 10 minuti di cammino a 12° e un discreto venticello! Dai non era male.
è un po’ di tempo che non scrivo nulla delle disgrazie varie intorno a me. Martina non ce l’ha fatta. Me la immagino lì nel suo lettino, tutta intubata, e forse anche un po’ giallina, vista la sofferenza del fegato. Certe volte mi chiedo se non abbia sofferto un po’ la solitudine. È il pensiero che mi ha fatto stare più male, che mi ha più fatto riflettere. Non è potuta andare neanche a casa sua, neanche sentire le voci, i suoni, i profumi della sua casa. Poverina.

Un altro lunedì brussellese.

Lunedì a Bruxelles. Sono partita stamattina all’alba per giungere ancora in questa ridente città. Diciamo la verità… non ce la faccio più, non ne ho più voglia di stare sempre in giro, poi sempre con questi qui, sempre con questo clima di tensione che fa sembrare insopportabile anche un bel lavoro. Diciamo anche che io sono in ferie da giovedì e che da giovedì in ufficio si è scatenato l’inferno: tre eventi in contemporanea, metà della gente malata o indisponibile… insomma quelli che c’erano si sono fatti davvero un mazzo e conoscendo i loro amabili caratteri me ne avranno dette di tutti i colori. Bè ormai mi ci sto abituando, dopo i mesi di battutine sul viaggio di nozze, sarà la volta di questi 4 giorni passati in piemonte. Aò, gli passerà!
I 4 giorni sono andati bene, ci siamo divertiti e abbiamo rivisto un po’ di persone e luoghi che ci mancavano. Siamo arrivati giovedì e su Torino splendeva un bel sole! Abbiamo mangiato a Eataly, fatto un po’ di acquisti (il nuovo libro del cavoletto, sale
himalayano e anice stellato) e poi via verso il Canavese!
Serata casalinga con l’amabile suocera che ogni volta si impegna per avvelenarci con improbabili fritture in oli di macchina, cibi scongelati ed altre leccornie, bandendo del tutto la verdura dalla nostra tavola!
Poi io sono andata a Torino a far due chiacchiere con la Cri che è sempre un modo piacevole di trascorrere il pomeriggio, soprattutto poi se sei comodamente seduta davanti al bicerìn di Baratti e Milano (si, vabbè non è l’originale, ma è buono!).
Serata di nuovo casalinga e naturalmente velenosa. Scopro anche che la mattina seguente dovrò cercare di evitare un maglione viola, lungo, con il collo e le maniche ad anello (ma che vor dì?) che la suocera vorrebbe regalarmi per Natale e ha già adocchiato all’Oviesse. Perfetto!
Siamo così giunti a sabato e finalmente una bella serata, (gastronomicamente parlando!), siamo andati con Stefy e Marco in questo posto sperduto sulla collina di Torino (eravamo pure senza navigatore perché non sapevo bene dove l’avevo messo… poi era in fondo ad uno zaino.. hihihihi, sono proprio io!), si chiama Con Calma ed è molto carino, abbiamo magnato veramente bene, io ho preso un antipasto freddo piemontese composto, tra l’altro, tomino elettrico, falda di peperone con bagna caoda, cipolle rosse in agrodolce, vitello tonnato e non so che altro! E proprio sabato ho cominciato a maturare una certa voglia di BAGNA CAODA.

TO BE CONTINUED…

Me.

Anna

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