The kitchen, a teatro.

the kitchen

Ieri siamo andati a teatro, a vedere The Kitchen, tanto per restare in tema.
Avevo letto tante recensioni positive, non so perché mi aspettavo qualcosa che mi riportasse nelle cucine raccontate da Anthony Bourdain, e invece no. Tanto rumore, tanti attori, qualche riflessione buttata lì in modo un po’ forzoso e nulla di più. E per di più lunghissimo!
La cosa più bella della serata è stato l’omaggio di birra offerto nell’atrio del teatro dall’Open Baladin.
Prima o poi devo andarci perché le birre assaggiate ieri erano proprio ieri, la ragazza mi ha anche detto di che birre si trattava ma io sono un po’ scordarella, sarà l’età! Comunque ottime.

Poi volevo raccontare del pane di castagne. Era tanto che volevo sperimentarlo. Ho cercato un po’ ed ho trovato una ricettina che mi convinceva sul blog di Zenzero & Cannella.

150 g di farina di castagne
70 g di farina per panificazione

130 g di farina Manitoba

210ml di acqua
1 cucchiaino e ½ di sale
1 cucchiaio di zucchero

½ bustina di lievito di birra mastro fornaio

1 cucchiaio di olio extravergine di oliva

Che più o meno sono le dosi del pane normale con la macchina del pane.

Risultato?
Bè, non è cresciuto tantissimo, ci sono rimasta un po’ male… poi una volta assaggiato, dai, non è male, solo che è un po’ compatto e un po’ troppo amarognolo. Me lo sto mangiando con grande soddisfazione. Stamattina a colazione con la marmellata di limoni home made. Ieri sera al volo con un po’ di olio e sale.
Adesso voglio provarlo con un primo sale ed un po’ di marmellata magari di lamponi, la mia preferita.

Lo rifarò presto, mettendo magari un po’ di latte al posto dell’acqua ed un po’ più di zucchero. Dirovvi.

pane alle castagne *aggiornamento: pane alle castagne con primo sale e miele

 

Una buona news è che ieri Monica aveva la quarta seduta di chemioterapia, puntura spinale, che l’altra volta le aveva dato un sacco di problemi, invece per ora sta bene, solo un po’ di mal di testa.

Oggi aveva il resto della terapia, molecola intelligente (che non so bene il nome tecnico) e domani i veleni soliti.

Fegato un po’ ingrossato ma globuli bianchi ancora intatti e numerosi!

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District 9

District 9

Un bellisssimo film alieno!

Un linguaggio tutto nuovo per un film di alieni, raccontato come un reportage, ambientato a Johannesburg, fascino un po’ retrò, pulp quanto basta, anzi forse in certo momenti pure troppo (!), proprio un bel film, dove gli alieni a volte sembrano più umani degli umani. Il che non è poi così difficile da credere.  Aimè.
Ancora una volta si conferma la mia sintonia con Roberto Nepoti.
Un critico affidabile.
A differenza del suo compare D’Agostini, con il quale non corcordo MAI.

Me.

Anna

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