Banana Bread nel forno!

La storia è che qui in casa ultimamente abbiamo (anzi Lui HA!)  problemi di pressione e di colesterolo e quindi stiamo lentamente (e per me dolorosamente!) abbandonando il sale, e cercando di evitare i grassi animali.. ciao ciao amato maialino in ogni sua forma!
Ciò significa che dobbiamo dire ADDIO al cornetto della colazione mattutina…tragedia… e allora a colazione che si mangia? Bisogna trovare qualcosa senza burro e senza troppe uova, e magari un po’ golosetto e non troppo “secco”, che altrimenti qua il marito si lamenta pure!
E così questa è l’avvincente storia di come sono arrivata al banana bread. Le ricette che si trovano in giro sono tantissimo, c’è addirittura un sito http://www.banana-bread.biz/ che ne raccoglie di ogni tipo, con il cioccolato, con il miele, con pochi grassi, vegani… e qualcuno lo voglio sicuramente provare, però quello che mi è piaciuto di più è stato quello di Menta e Liquirizia, eh sì, di nuovo lei… che io abbia trovato una nuova mentore??
Ma veniamo al bread:
ingredienti
240 g di farina

120 g di zucchero
2 uova
250 g di ricotta
buccia grattugiata e succo di un limone bio
70 g di noci
2 banane mature
1 bustina di lievito per dolci
un pizzico di sale

Lavorare con la frusta elettrica le uova con lo zucchero fino a farle diventare chiare spumose, poi unire la buccia grattugiata e il succo del limone, il pizzico di sale, la ricotta e le banane schiacciate.
Mescolare bene il composto e poi aggiungere la farina e il lievito, alla fine aggiungere le noci.

Formare un composto omogeneo e versarlo in uno stampo da plumcake imburrato infarinato.
Forno a 180° per circa 50 minuti.
Enjoy!

Superbuonissimo! Profumato, umido, dolce al punto giusto, bbuonissimo!

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Torta cioccolato e pere (e ricotta!)

Ieri avevo davvero una voglia di un bel dolce al cioccolato, ma di quelli neri neri, dove il cacao lo senti proprio!
Ma ti pare che posso fare una torta di solo cioccolato, e magari pure con tanto burro? E allora mettiamoci un po’ di frutta per salvare la faccia!
Parte la mia solita ricerca, ormai quando cerco qualche ricetta, parto dalle foto, così mi rendo conto subito conto di che torta è, quello che NON volevo era una classica ciambella al cioccolato con dentro pezzi di pere, volevo una cosa umida, piacevole da mangiare, e che ti trovo?
Una meraviglia di torta al cioccolato e pere, con la ricotta e senza burro, what else?

La ricetta l’ho copiatissima da questo carinissimo sito (che neanche conoscevo!) Menta e Liquirizia, ecco dunque la ricetta:

Ingredienti:
250 gr. di farina “00”
50 gr. di cacao amaro
200 gr. di zucchero semolato
250 gr. di ricotta
3 uova
100 gr. di latte
1 tazzina di caffé (io l’ho sostituita con un cucchiaio di rhum)
1 bustina di lievito vanigliato per dolci
3 pere Conference (ho usato 4 williams, le conference erano di marmo!)
un pizzico di sale

Separate i tuorli dagli albumi e montate i primi con lo zucchero, i secondi a neve ben soda.
Aggiungete ai tuorli la ricotta un po’ schiacciata con la forchetta, il latte, il rhum ed il pizzico di sale.
Poi pesate la farina e aggiungete il lievito ed il cacao amaro, dopodichè aggiungete tutto, lentamente al composto di tuorli, lavorate ben bene e alla fine aggiungete anche gli albumi, delicatamente, come sempre, dall’alto verso il basso, poi alla fine, aggiungete 3 pere fatte a tocchetti, mescolate delicatamente e versate in una teglia (imburrata e infarinata) da circa 26 cm dal bordi piuttosto alti. Ora potete decorare con le fettine della  pera rimasta.
Infornate a 170 per 15 minuti, poi passate a 160 per una mezz’oretta, fate comunque la prova stecchino.
Mi raccomando, voi donne moderne che avete il forno ventilato, non lo usate, statico è perfetto per i dolci, se poi è a gas degli anni ’30, come il mio, è una bomba (nel vero senso della parola?).

 

 Che dire? Volevo proprio una torta così, buona, morbida, golosa e con la frutta! Grazie mille a Marifra!

Super torta di ricotta

Allora…la foto non ce l’ho!
Sono partita dall’idea di un dolce di ricotta…perchè mi piacciono un sacco ed in genere non sono neanche troppo dolci, ho cercato come sempre in lungo e il largo ed ho trovato una meraviglia delle meraviglie, la torta di ricotta e pere di Salvatore De Riso from Amalfi!
Ma ce l’avete presente? Mò vi metto una foto così magari vi viene voglia

Bella vero? Che ve lo dico a fà che la mia non era così bella… tanto per cominciare era…RETTANGOLARE e poi era un po’ più spatasciata, ma comunque buona! Ah dimenticavo che al mattino sono uscita APPOSITAMENTE per fare la spesa per la torta, con tanto di lista delle cose da comprare…peccato che avessi domenticato di scrivere PERE… e così mi sono dovuta arrangiare con le MELE, che vergogna, però ci stavano bene lo stesso, poi ovviamente vi pare che io ho il distillato di pere??? Allora ci ho messo il cointreau, anche se in teoria, con le mele, ci voleva il calvados, ma non avevo neanche quello! In pratica … ho fatto un altro dolce!
La ricetta è quella che segue, l’unica cosa che modificherei è la quantità di zucchero nella farcia di ricotta e panna, per i miei gusti era troppo dolce, anche perchè sono belle dolci anche le due basi di pan di spagna alla nocciole… ve ne state accorgendo di quante cavolo di calorie e grassi ha ‘sta torta? Io infatti, alla 7ma settimana ho una pancetta niente male… dovuta ovviamente alle torte e alla pizza che non riesco a fare a meno di mangiare!
Oh provatela ‘sta torta perchè è davvero buona ed estiva, in più sembra difficile da fare ma non lo è, solo un po’ laboriosa!

Torta ricotta e pere

Per 8/10 persone, 2 stampi tondi da 22 cm

Ingredienti
per il pan di Spagna alle nocciole di Giffoni:
65 g di zucchero,
150 g di uova intere (n.3)
90 g di nocciole di Giffoni intere e tostate
30 g di farina 00,
50 g di burro fuso

per la farcia di ricotta
400 g di ricotta romana dop
150 g di panna montata
150 g di zucchero
1 baccello di vaniglia

per la bagna alla pera:
100 g di acqua
70 g di zucchero
50 g di distillato di pere

per la farcia alle pere:
175 g di pere pennate di Agerola (!) o williams
50 g di zucchero
10 g di distillato di pere
3 g di amido di mais
olio extravergine d’oliva
1/2 limone Costa d’Amalfi

per la decorazione:
zucchero a velo, 1 pera sciroppata

Preparazione
Pan di Spagna: montate le uova con lo zucchero fino a quadruplicarne il volume iniziale. Macinate le nocciole con la farina. Fondete a fuoco dolce il burro. Quando le uova saranno ben gonfie, incorporate nocciole e farina, poi il burro fuso. Stendete il composto allo spessore di 1 cm circa nelle due tortiere unte e infarinate. Infornate a 180° per circa 10 minuti.
Farcia di ricotta: lavorate con le fruste per circa 5 minuti la ricotta con lo zucchero e la polpa di vaniglia. Incorporate poi la panna montata ben soda.
Bagna alla pera: bollite l’acqua con lo zucchero per 30 secondi. Lasciate raffreddare e unite il distillato di pere.
Farcia alle pere: sbucciate le pere e tagliatele a cubetti; unite lo zucchero e il succo di limone. Ponete in una padella antiaderente, versate un filo di olio e cuocete a fuoco medio.
Quando vedrete sul fondo della padella il succo delle pere, spolverate con l’amido di mais e cuocete ancora per 2 minuti. Aggiungete il distillato di pere, togliete dal fuoco e lasciate  raffreddare.
Assemblaggio: su un piatto da portata appoggiate un anello d’acciaio di 22 cm di diametro e 4,5 cm di altezza: al suo interno adagiate un disco di pan di Spagna e inzuppatelo con la bagna. Farcite con tutta la crema di ricotta e incorporate i cubetti di pera cotti. Adagiate l’altro disco di pan di Spagna, bagnatelo con la bagna e ponete il dolce in freezer per 2 ore. Sformate il dolce e trasferite la torta in frigo fino al momento di servirla. Prima di portarla in tavola cospargetela abbondantemente di zucchero a velo e decorate con una pera sciroppata.

Stasera castagnole!

Ho fame. Molta fame. Famissima!
Avrei voglia di dolcetti di carnevale ma in giro ho visto ancora poche novità!

Spero stasera di riuscire a combinare qualcosina, che ne so, due castagnole, un po’ di frappe!
Tanto per dare un senso a questa dieta! Noo?

Ho fatto una veloce ricerca in rete e ho deciso che la mia ricetta sarà questa (mia… per modo di dire, è di Anice&Cannella!)

Ingredienti:
50 g di burro

150 g di zucchero

Buccia grattugiata di arancio e limone

300 g di ricotta

5 rossi d’uovo (ma sono tantissimi!!)
500 g di farina (e quindi starò tutta la sera a frigge! Facciamo metà dose, va!)

150 g di latte

1 bustina di lievito.

Poi si possono mettere 2 cucchiai in meno di latte e sostituirli con rhum o altro liquore, io ci ho messo il Grand Marnier e ci stava benissimo, oppure si può sostituire un po’ di farina con la fecola. Ma l’importante, la cosa fondamentale è che alla fine le castagnole non vanno passate nello zucchero a velo ma nello zucchero normale, magari quello più solubile, con la grana più fine, ma NIENTE zucchero a velo, chiaro?

Comunque, ciò detto, si impastano gli ingredienti nell’ordine, si fanno delle palline e si friggono.

Zucchero semolato, non a velo, mi raccomando e non ve lo fate ripetere!

Per la foto… già sapete la storia, vediamo che riesco a combinare stasera ma non prometto niente!

ma è Roma questa?

Irriconoscibile con questo freddo freddo freddo! Mi si congelano le orecchie… manco fossi a Torino! Ho messo i guanti ma qui ci voleva anche il cappello!

Ok, dopo gli aggiornamenti meteo, veniamo agli aggiornamenti sul pranzo di ieri!

Come antipasto alla fine ho scelto una specie di crackers integrali al sesamo, ci ho messo su un po’ di panna acida, erba cipollina e striscioline di salmone affumicato. Una cosetta semplice ma buona e che ha fatto la sua porca figura!

Per il primo, come detto, sono andata da Gatti a prendere la pasta all’uovo, devo dire che ci sono rimasta un po’ male perchè mi aspettavo più varietà di ripieni, invece è tutto molto basic: ravioli di carne e agnolotti ricotta e spinaci.

Ho scelto gli agnolotti, con leggero disappunto di Gualty, carnivoro. Tanto per la cronaca… 28 euri al kilo, che mi è sembrata un’enormità ma devo dire che non ho idea di quanto costino altrove.

Ho fatto un sughettino di pomodoro molto easy e veloce, non volevo che si coprisse il sapore della ricotta. Ed in effetti è stata una scelta azzeccata, siccome i ravioli erano davvero buoni, belli cicciotti, sarebbe stato un peccato coprire il sapore del ripieno!

Un’altro negozio di pasta all’uovo fresca di cui ho letto bene sta dalle parti di via delle valli, e penso che ci farò presto un saltino!

Procediamo con il secondo, saltimbocca alla romana, uno dei miei piatti preferiti! Erano buonissimi! Ho spalmato su ogni fettina di carne un cucchiaino di quella crema di salvia che era nel pacco di natale aziendale di Gualty, poi fettina di prosciutto crudo, fogliolina di salvia e chiuso con stecchino.

Poi leggera e veloce infarinata e in padella con olio e aglio. Una veloce crosticina, poi ho aggiunto un po’ di vino bianco, fatto evaporare a fiamma alta, ancora due minuti che la cremina si rapprenda un po’ ed è fatta! Sempre una certezza!

poi patate al forno e poi… la torta all’arancia con i semi di papavero!

E qui mi devo dilungare…

Siccome io sono scaltra decido di fare la torta la sera prima, cioè sabato.

Sono le 20.30 e decido di mettermi all’opera, metto il burro morbido nel mixer, preparo il latte e apro la bustina NUOVA dei semi di papavero… erano tutti appiccicati tra di loro a  palline e c’erano una specie di invisibili ragnateline… li assaggio e mi sembra che sappiano di vecchio, rancido, rinsecchito! Che nervi!

Ho dovuto rimandare al giorno dopo… vabbè la faccio breve, faccio la torta e sembra buonissima, in forno l’ammiro crescere e colorarsi, poi però… ma che fa? si siede? no cazzarola, non è giusto!

Che dovevo fare? Ho continuato a guardare impotente la caduta della torta… poi l’ho tolta dal forno, ci ho messo sopra lo sciroppo di arancio (quello era buonissimo!), non è che fosse proprio presentabilissima, ma che potevo fare?

E così l’abbiamo mangiata, era buona, fresca, ma come dire? Secondo me ZEPPOLUTA è la parola giusta!  Si capisce no, quello che vuol dire? Quando una torta, un pane, una brioche, non cresce bene, oppure cresce e poi si affloscia, il risultato non può che dirsi zeppoluto! Che nervi!

La torta bassina l’abbiamo comunque mangiata, era buona, tutti l’hanno gradita e bissata, però non era super bella e invitante come quella che ho visto in giro!

Fose dipendeva dalla temperatuta del forno? Io l’ho messo a 180° perchè il mio forno è un po’ farlocco, non scalda tanto, impiega il doppio dei forni normali per cuocere e a volte devo alzare la temperatura di 20° rispetto alle indicazioni per gli altri forni, e così ho fatto anche per la torta, ma forse non era necessario, forse il troppo calore l’ha fatta crescere troppo in fretta. Comunque me sò proprio vennuti un sacco di nervi!

Non posso neanche rifarla a breve perchè insomma sti due etti di burro… bisognerà aspettare almeno febbraio!

Vabbè, sono triste.

La foto non ce l’ho.

Le piattelle zeppolute non meritano neanche uno scatto sfuocato.

Me.

Anna

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ottobre: 2017
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