che pigrizia, o che depressione?

Bhò, sono stati giorni un po’ così. Non è successo niente, Anna sta bene, la sento muovere sempre più spesso.
Sono io che mi sono un po’ stancata di stare a casa. Mi annoio. Ho troppo tempo libero. Potrei fare mille cose e alla fine non faccio altro che perdere tempo. E allora mi deprimo. Devo fare un po’ di telefonate a qualche amico e non riesco a trovare la forza, rimando sempre, tra un po’ Anna nascerà e questi non sapranno neanche che ero incinta! Che tristezza.
Certo non tutti i giorni sono così, a volte va meglio ma comunque sono sempre delusa della mia inerzia, della mia apatia. Bhò.
Mi sa che mi sta venendo la depressione pre parto, no, ma non è certo depressione, è un po’ di blue, i miei blue days, come quelli della Ford (che si capisce che guardo troppa tv?).
Vorrei aver potuto continuare a lavorare, almeno per un po’.
Oggi comunque è una bellissima giornata di primavera!
Basta così.

Partimmo un lunedì, in direzione sud.

Stamattina c’era il sole. Ora è nuvoloso. E le previsioni dicono che nel pomeriggio pioverà.
Mi sa che questo sta diventando un blog sul meteo… sai che noia!
Vabbè… martedì sono andata Torino, ah la mia Torino! Che nostalgia… però era una giornata da suicidio, freddo freddissimo, nuvole, pioggerella, era quasi buio, Torino a volte sa essere davvero triste, in un modo unico. Poi però quando c’è il sole e si vedono le montagne innevate sullo sfondo tutto diventa più bello e vivibile!
Sono andata anche al Villaggio Olimpico… madre santa che tristezza, c’era da piangere!
Lì dove ho trascorso il periodo più bello della mia vita, dove mi sono innamorata, dove facevo il lavoro più bello di sempre, dove ho vissuto momenti così intensi e indimenticabili da tanti punti di vista, ebbene proprio lì ADESSO CI SONO LE ERBACCE e l’intonaco è scrostato. E anche la scritta Torino2006 è diventata Torin 2006… voi forse non vi rendete conto ma mi si è stretto il cuore a ricordare quei giorni. Vorrei che tornassero. Ora. Qui. SUBITO.
E invece ora la mia vita è qui. Il mio lavoro è qui. Il mio amore è qui.
Ecco sì, l’uomo perfetto è qui con me, ma non facciamo più quella fantastica vita. Non facciamo più quel fantastico lavoro. Non ci emozioniamo per una bandiera, un inno, un atleta. Diciamo che ci emozioniamo per piccole cose nostre, ma tutto quello che c’è fuori è una delusione che non appaga. A partire dai nostri lavori.
Allora puntualmente, dopo giornate difficili, o meditative, come quella a Torino, uno di noi se ne esce fuori che bisogna FARE QUALCOSA, uscirne finché siamo in tempo, non buttare via la nostra vita, non offendere la nostra intelligenza, la nostra voglia di fare, insomma smettere di lasciarsi trasportare dagli eventi, dalle giornate che scorrono via inutili, decidersi anche ad andare via, se necessario.
Allora arrivo in ufficio e sto delle ore a cercare dove andare, come andare, cosa fare, ma poi mi fermo lì, non faccio il passo successivo, non contatto nessuno, non scrivo a nessuno, non chiedo informazioni.. insomma prevale la pigrizia, il lasciarsi andare ad una realtà già pronta e comoda. Triste, no?

Me.

Anna

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